Sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale (SPID): schema di DPCM

Si allega lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante "Definizione delle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonché dei tempi e delle modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese", notificato il 23 giugno 2014 alla Commissione europea, la quale farà pervenire eventuali osservazioni proprie e di altri Stati membri dell'Unione entro il 24 settembre 2014.

Terminata tale procedura, il decreto, a firma del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministro dell'economia e delle finanze, potrà essere emanato.

Lo schema di decreto è costituito da 18 articoli con la seguente disciplina:
  • art. 1, 2, 3 e 4: le definizioni utilizzate, l'oggetto e le finalità del provvedimento, i soggetti partecipanti allo SPID, il ruolo dell'Agenzia per l'Italia digitale;
  • art. 5, 6, 7, 8 e 9: gli attributi, compresi eventuali attributi qualificati, i livelli di sicurezza e le modalità di rilascio delle identità digitali, la loro gestione e le disposizioni concernenti l'uso illecito delle identità digitali;
  • art. 10, 11 e 12: le specifiche relative all'accreditamento e gli obblighi dei gestori dell'identità digitale, le disposizioni per la cessazione, il subentro, la sospensione e revoca dell'attività dei gestori dell'identità digitale;
  • art. 13, 14, 15 e 16: le modalità per l'adesione allo SPID dei fornitori di servizi, delle publiche amministrazioni, dei fornitori di servizi privati e per l'accreditamento dei gestori di attributi qualificati;
  • art. 17 e 18: il conferimento all'Agenzia del compito di definire con regolamenti attuativi (di cui all'art. 4) le procedure che regolano l'accesso ai servizi da parte di un utente che utilizza la propria identità digitale per agire in nome e per conto di un soggetto terzo; la possibilità di presentare domanda di accreditamento allo SPID successivamente all'emanazione dei regolamenti attuativi.
L'istituzione del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale (SPID) è prevista dall'articolo 64 del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) al fine di "favorire la diffusione di servizi in rete e agevolare l'accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, anche in mobilità."

L'adozione del provvedimento notificato è necessario per dare concreta attuazione al sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese e stabilire i tempi e le modalità di adozione di tale sistema da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese.

Il sistema SPID, essendo ideato per essere svincolato da specifici supporti fisici, consentirà un continuo aggiornamento delle tecnologie in uso dai cittadini per autenticarsi in rete utilizzando un’unica credenziale di accesso, potenzialmente utilizzabile non solo verso tutte le amministrazioni pubbliche, ma anche per accedere a servizi in rete erogati da soggetti privati. SPID è inoltre dotato di intrinseche garanzie di sicurezza, basate su standard internazionali, senza, al contempo, richiedere modalità di utilizzo complesse. Le credenziali di accesso potranno, infatti, essere fornite su strumenti più consoni agli utilizzatori, previa autorizzazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale che ha anche il compito di vigilare il sistema. Grazie alle caratteristiche di sicurezza e facilità d’uso del sistema SPID, si mira ad una rapida diffusione di credenziali SPID basate su strumenti di mobilità, largamente diffusi nel Paese.

Si allega anche un documento dell'AGID sull'organizzazione del progetto e sull'avvio della regolamentazione e pilota.

 

 

 

 

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