Requisiti per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e disposizioni sanzionatorie per le violazioni della migrazione verso Sepa

Agosto 2015

Regolamento sui requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e disposizioni sanzionatorie per le violazioni del Regolamento UE 260/2012

 

Il Consiglio dei ministri ha definitivamente approvato il 6 agosto 2015, dopo aver ottenuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti, un decreto legislativo recante l’attuazione dell’articolo 11 del Regolamento (UE) 260/2012 che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e disposizioni sanzionatorie per le violazioni del Regolamento (CE) 924/2009 relativo ai pagamenti transfrontalieri nella Comunità. Il decreto legislativo di attuazione del Regolamento UE rende obbligatoria la migrazione del mercato dei servizi di pagamento verso l’area unica dei pagamenti in euro (SEPA) assicurando che i Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) e gli Utilizzatori dei Servizi di Pagamento (USP) migrino ai bonifici e agli addebiti diretti paneuropei alle medesime condizioni e in linea con i medesimi requisiti.

Il provvedimento, nel ridisegnare la disciplina della materia precedentemente contemplata dal decreto legislativo n. 3 del 2011, pone le nuove sanzioni a carico dei Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP, Payment Service Provider) e cioè, innanzitutto, banche, casse di risparmio, uffici postali che hanno il diritto di prestare servizi di pagamento a norma del diritto nazionale, istituti di pagamento o istituti di moneta elettronica che forniscano servizi bancari e/o di gestione di conti di pagamento, incluso il servizio di accesso a un conto bancario online per autorizzare ed eseguire pagamenti.

Il decreto legislativo riserva alle sanzioni gli articoli 3 (sanzioni ai sensi del regolamento (UE) n. 260/2012) e 4 (sanzioni ai sensi del regolamento (UE) n. 924/2009). In particolare, l’art. 3, comma 1, pone le sanzioni per l'inosservanza degli obblighi di carattere informativo, requisiti che i PSP devono rispettare per effettuare operazioni di bonifico e dì addebito diretto, obblighi di verifica del PSP di ciascun pagatore, commissioni supplementari, termini, abolizione delle commissioni interbancarie e applicazione della tariffa share. L’art. 3, comma 2, pone le sanzioni per l'inosservanza degli obblighi previsti dall'art. 4 (interoperabilità), paragrafi 2 e 3, del regolamento (UE) n. 260/2012, prevedendo che nei confronti del gestore di un sistema di pagamento al dettaglio si applichi, in tali casi, una sanzione amministrativa pecuniaria da 50.000 a 150.000 euro. Con riguardo a tali ipotesi, si prevede (art. 3, comma 3 dello schema) la possibilità di disporre la sospensione dell'attività di prestazione dì servizi di pagamento per un periodo da uno a sei mesi (ex art. 146, comma 2, del Testo Unico Bancario, TUB), in caso dì reiterazione delle violazioni dì cui all’art. 3, commi 1 e 2 dello schema di decreto, ferma l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria.

L’art. 4 dello schema di decreto, come detto, è dedicato alle sanzioni poste a corredo del regolamento (UE) n. 924/2009, facendo salva l'ipotesi in cui il fatto costituisca reato. Ad essere sanzionata, in questo caso, è l’inosservanza di tutta una serie di obblighi (commissioni per i pagamenti transfrontalieri e quelli nazionali corrispondenti, obblighi di comunicazione, commissioni supplementari concordate tra il PSP e l’USP, commissioni interbancarie multilaterali) posti a carico dei PSP di cui dagli articoli 3, 4 e 7 del regolamento n. 924/2009, con sanzioni che possono andare, a seconda dei casi, da un minimo di 50.000 euro sino a un massimo di 150.000 euro. In caso della reiterazione delle violazioni, analogamente a quanto detto in precedenza, può far scattare la sospensione dell'attività di prestazione di servizi di pagamento per un periodo da uno a sei mesi (art. 146, comma 2 del TUB).

L'autorità competente per l’irrogazione delle sanzioni è la Banca d'Italia, anche ai fini dell'irrogazione delle sanzioni amministrative (art. 5). A tali sanzioni si applica la procedura contenuta nell’art. 145 TUB, che regola l'adozione del provvedimento motivato di irrogazione delle sanzioni, la pubblicazione del provvedimento e le modalità di opposizione, nonché le procedure di riscossione delle sanzioni.

Per le sanzioni connesse alla scorrettezza della pratica commerciale (art. 3, comma 4) è, invece, competente l’AGCM.

 

 

 

 

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