Principi e criteri direttivi nel disegno di legge delega per il recepimento delle direttive appalti

In previsione dell’avvio della procedura per il recepimento delle tre direttive comunitarie rispettivamente su contratti di concessioni (direttiva 2014/23/UE), appalti pubblici (direttiva 2014/24/UE), procedure di appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali (direttiva 2014/25/UE), Confindustria ci chiede osservazioni e contributi sui principi e criteri direttivi che dovranno essere contenuti nel disegno di legge delega che il Governo presenterà alle Camere entro la fine del corrente mese di luglio. Il disegno di legge, che conferirà la delega all’Esecutivo per la predisposizione dei decreti legislativi, dovrebbe essere approvato alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa estiva. Successivamente il Governo elaborerà due schemi di decreti legislativi: il primo per il recepimento delle tre direttive, il secondo per emanare altre disposizioni in materia. I due provvedimenti, dopo l’emanazione e l’entrata in vigore, sostituiranno il Codice dei contratti pubblici. Si allega una nota dell’Ufficio legislativo del Ministero delle Infrastrutture in cui viene descritto più dettagliatamente questo procedimento normativo.

Con la presente comunicazione, pertanto, Vi chiedo eventuali osservazioni alla nota in bozza “Recepimento delle direttive appalti pubblici nei settori ordinari e speciali e della direttiva concessioni”, sui principi e criteri direttivi, elaborata da Confindustria (allega). Le proposte di modifica al documento della Confederazione dovranno riguardare esclusivamente i principi e criteri direttivi che dovranno essere contenuti nella legge di delega (e non quindi - in questa fase - le norme di dettaglio della normativa sugli appalti che saranno contenute nei successivi decreti legislativi).

Le Vostre osservazioni dovranno pervenire a Domenico Virga (d.virga@assinform.it) entro martedì 8 luglio prossimo, onde poterle immediatamente trasmetterle a Confindustria che dovrà poi veicolarle al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 

 

 

 

 

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