Pagamenti dei debiti scaduti della PA

Il disegno di legge A.C. n. 676, “Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali” è all’esame della Camera dei deputati, attualmente presso la Commissione speciale, ove sono in corso le audizioni. Infatti le Commissioni riunite, la Commissione speciale per l'esame di atti del Governo della Camera e la Commissione speciale per l'esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge e di altri provvedimenti urgenti presentati dal Governo, del Senato, lunedì 15 aprile hanno svolto l'audizione di rappresentanti della Ragioneria generale dello Stato e di rappresentanti del Comitato unitario permanente degli ordini e collegi professionali.

Martedì 16 aprile si sono svolte le audizione di Confindustria e di R.ETE Imprese Italia, della Cassa Depositi e Prestiti, dell'ABI e del Ministro dell'economia e delle finanze, Vittorio Grilli.

Si allega il documento predisposto da Confindustria per l'audizione, ove viene richiesto che l’ambito soggettivo di applicazione della misura andrebbe esteso agli enti strumentali della PA, che spesso risultano fortemente esposti nei confronti delle imprese. Ciò dovrebbe valere in particolare per le società in house, che, alla luce dei criteri dettati dalla giurisprudenza europea, sono da considerarsi a tutti gli effetti come alter ego delle PA controlla enti, non operano sul mercato in concorrenza con altri operatori e rappresentano, quindi, un centro di spesa alternativo per tali amministrazioni. Lo stesso principio dovrebbe valere per le Agenzie, i Consorzi e le Aziende legati alle amministrazioni da rapporti di strumentalità strutturale.

Il decreto-legge - che deve essere convertito in legge entro l’8 giugno 2013 - è volto a sbloccare i pagamenti di debiti commerciali delle Pubblica amministrazione verso imprese, cooperative e professionisti, per un importo pari a 40 miliardi di euro, da erogarsi nell'arco dei prossimi dodici mesi.

Nell’audizione di Confindustria sono stati tenute in considerazione le nostre richieste (semplificazione, compensazione e allargamento del perimetro) ed attendiamo di conoscere come le affermazioni verranno tradotte in proposte di emendamento.

* * *

In allegato si riproduce l’illustrazione del decreto-legge, contenuta nel sito web della Camera dei deputati (http://www.camera.it/leg17/465?area=8&tema=850) ed una tabella, sempre predisposta dagli uffici della Camera, con le scadenze indicate dal provvedimento

* * *


Sempre con riferimento al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, sul pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, la Ragioneria Generale dello Stato, dopo aver fornito con la circolare n. 17 del 10 aprile 2013 le istruzioni alle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, torna sul tema indicando, con la circolare n. 18 del 12 aprile 2013 (allegata), le linee guida operative alle quali dovranno attenersi le Amministrazioni centrali per l’attuazione degli adempimenti previsti dalla nuova normativa finalizzati al pagamento dei propri debiti.

L’articolo 5 (Pagamento dei debiti delle Amministrazioni dello Stato) del decreto-legge n. 35 del 2013 ha incrementato di 500 milioni di euro le dotazioni del fondo dedicato all’estinzione dei debiti pregressi contratti dalle Amministrazioni centrali dello Stato (comma 2), di cui all’articolo 1, comma 50, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

Le risorse stanziate nel fondo concorreranno al pagamento dei debiti dei Ministeri per obbligazioni giuridicamente perfezionate, relative a somministrazioni, forniture e prestazioni professionali, maturate alla data del 31 dicembre 2012, a fronte dei quali non sussistano residui passivi anche perenti e che risultino non ancora estinte. Ogni Ministero, entro il 30 aprile, deve effettuare una ricognizione dei debiti in essere, attraverso - precisa la circolare n. 18 del 12 aprile 2012 - la predisposizione di due elenchi, sulla cui base verrà definita con apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze la ripartizione del fondo.

Il primo elenco (“Elenco analitico dei debiti scaduti”  - Elenco A) dovrà contenere l’indicazione dettagliata, in ordine cronologico, dei singoli debiti, mentre il secondo (“Elenco sintetico dei debiti scaduti” - Elenco B) predisposto indicherà un ulteriore elenco sintetico dei debiti, aggregati in base al pertinente capitolo/piano gestionale di spesa individuato nel bilancio dell’esercizio in gestione, con separata evidenza di quelli relativi a fitti passivi. Queste informazioni individueranno l’ordine di priorità dei pagamenti, qualora le risorse stanziate siano insufficienti rispetto ai debiti accertati. In tale evenienza il riparto del fondo stesso verrà effettuata proporzionalmente. Il termine per la presentazione di entrambi gli elenchi - afferma la circolare - è perentorio. Ricevuti i documenti, gli Uffici centrali del bilancio verificheranno la coerenza tra i dati sintetici ed analitici contenuti negli elenchi provvedendo, se necessario, con le opportune rettifiche.

Gli elenchi definitivi verranno quindi trasmessi all’Ispettorato generale del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, entro il 10 maggio 2013, accompagnati da una dichiarazione di conformità.

Le Amministrazioni, a partire dal 30 giugno 2013, ai sensi del comma 3, dell’articolo 5 del decreto-legge n. 35 del 2013, utilizzando un prospetto predisposto secondo il modello di cui all’elenco C della circolare, dovranno comunicare con cadenza trimestrale i dati relativi al monitoraggio del pagamento dei debiti entro 20 giorni dalla data di conclusione di ciascun periodo. Tale prospetto dovrà contenere, tra l’altro: la specifica degli impegni di bilancio assunti con i relativi importi; gli estremi dei pagamenti effettuati; l’indicazione dell’eventuale mancata estinzione del debito, con la relativa motivazione.

Se l’ammontare complessivo dei debiti indicati negli elenchi dovesse risultare superiore rispetto alle somme assegnate con il riparto del Fondo, i Ministeri interessati dovranno definire entro il 15 giugno 2013 un apposito piano di rientro, eventualmente pluriennale. Nel caso di mancata adozione del piano di rientro entro il 15 luglio 2013 il Ministro competente dovrà inviare apposita relazione sulle cause dell’inadempienza alle competenti Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti con l’indicazione puntuale delle motivazioni connesse alla mancata predisposizione del piano di rientro.

* * *

 

 

 

 

   Anitec-Assinform
   Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology (ICT)
   P.IVA: 10053550967 C.F.: 10053550967

|   Powered by Kali, Corporate CMS